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In Svezia per un pausa caffè con la kladdkaka, la torta al cacao.

La pausa caffè è un momento sacrosanto per tutti, che si lavori da casa o in ufficio. Se in Italia è sufficiente un caffè alla macchinetta o al bar e una chiacchiera veloce con i colleghi, in Svezia la pausa assume un significato per certi versi rivoluzionario e un nome con una storia che la racconta lunga: fika.

La prima volta che ho incontrato questa parola è stato grazie al libro di Ella Frances Sanders, “Lost in translation”, che contiene 50 illustrazioni su altrettante parole intraducibili dalle lingue del mondo. La descrizione che riporta l’autrice per la parola fika è questa:

“La combinazione di caffè e chiacchiere è ottimale: spesso favorisce scambi, idee brillanti e colpi di genio a base di caffeina. Non sorprende che fika sia un’istituzione in Svezia, dove si consuma quasi il doppio della quantità media di caffè pro capite dell’Unione Europea.”

Il fatto che gli svedesi abbiano creato una parola per descrivere appositamente il tempo passato insieme davanti ad un tazza di caffè e qualche leccornia da sgranocchiare mi ha fatto pensare.

Fika non può essere semplicemente scambiata per la nostra pausa. Ed infatti è molto di più: racconta di un modo di vivere, del sapere staccare dalla routine ma anche di farsi presenza verso l’altro, in maniera informale e senza uno scopo preciso. Semplicemente significa esserci in quel dato momento.

Si può fare fika ovunque: a lavoro con i colleghi, a casa o in un bar con gli amici. Non si beve solo il caffè ma talvolta anche del the. Immancabili sono però le chiacchiere, su qualsiasi argomento, e qualcosa di buono da mangiare. Si può spaziare dai dolci più tradizionali, come i kanelbullar (panini alla cannella) e le palline di cioccolato, oppure osare fino al salato, ad esempio con un sandwich.

La parola fika letteralmente si traduce come “caffè” oppure con “avere un caffè” e sembra che sia nata durante il 19° secolo. Deriva dall’inversione delle sillabe dell’antica parola kaffi (caffè) in fika, con la perdita di una f. Rappresentava un parola in codice con cui gli svedesi decidevano di incontrarsi per un caffè, sfuggendo così ai divieti della legge.

La Svezia, infatti, ha sempre avuto  un rapporto di amore e odio con questa bevanda. Il caffè, arrivato alla fine del Seicento, inizialmente non fu così apprezzato ma divenne ben presto popolare tra le classi più agiate. Il suo consumo fu successivamente vietato più volte e addirittura il Re Gustavo III arrivò a considerare il caffè come un attentato alla salute, tanto da ordinare l’esecuzione di un esperimento per provarne in qualche modo la tossicità.

Vennero assoldati così due gemelli identici, ex condannati a morte, che furono graziati con la seguente pena: un fratello doveva bere a vita tre tazze di caffè al giorno, mentre l’altro fratello lo stesso numero di tazze di the. I medici e lo stesso Re morirono prima della fine dell’esperimento ma a quanto pare, ironia della sorte, il gemello che visse più a lungo fu quello abituato a consumare l’oro nero.

Ora, che voi apprezziate di più il caffè o il the, per fortuna oggi non fa nessuna differenza. Sarebbe invece un vero peccato sprecare il tempo di una fika con gli amici senza un dolce meritevole. La tradizione storica vuole che per una pausa perfetta si preparino fino a sette torte diverse. Tra tutte le ricette a disposizione, per iniziare ho scelto una delle più classiche e veloci da realizzare.

Questa torta prende il nome di kladdkaka e si traduce come “torta appiccicosa”. Ricorda un po’ la nostra torta Tenerina, anche se in questa si usa il cacao. La traduzione italiana però non le rende per niente merito e basti pensare che gli svedesi dal 2008 hanno istituito in suo onore il cosiddetto “giorno della kladdkaka”, che si festeggia il 7 novembre.

A questo punto non serve che vi dica quanto l’interno rimanga morbido e di come il cacao si sciolga in bocca, aumentando ad ogni boccone la voglia di volerne un pezzo ancora.

Magari parlatene con chi la condividerete, dopo averli invitateli a casa usando questa tipica formula svedese: – “Ska vi fika? ossia “Dovremmo fare una pausa caffè e raccontarci qualcosa di bello?”. La risposta sarà sicuramente: – Ja (Sì).

Ingredienti per una tortiera di 22 cm:

  • 200 g di zucchero
  • 2 uova
  • 100 g di farina
  • 60 g di cacao + altro per la tortiera
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bustina di vanillina
  • 100 g di burro

Procedimento:

Montate le uova con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa omogenea.

Incorporate man mano alla crema la farina, il cacao, un pizzico di sale e la vanillina.

Infine aggiungete il burro fuso, lasciato intiepidire a temperatura ambiente.

Il composto avrà una consistenza appiccicosa e densa. Imburrate la tortiera e spolveratela con del cacao. Versate infine il composto e distribuitelo in maniera uniforme, aiutandovi con un mestolo.

Impostate il forno su ventilato a 150°C e cuocete la torta per 12-14 minuti.

Ponete molta attenzione a questo passaggio, facendo più volte la prova dello stecchino a partire dai 10 minuti e in base alla caratteristiche del vostro forno. È il passaggio più delicato e quello che determina la morbidezza interna della kladdkaka. Una cottura maggiore farà perdere questa caratteristica alla vostra torta (come ho sperimentato diverse volte).

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