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Keskasoon con i ceci: la pasta a Capodanno per gli ebrei siriani.

Lo sappiamo bene noi italiani: non è un giorno di festa se non c’è un piatto della tradizione da preparare. A Capodanno, ad esempio, sono immancabili le lenticchie servite con il cotechino per augurare ricchezza e fortuna per il nuovo anno.

Quello di legare particolari cibi ad un determinato significato e simbolismo è un tratto comune a quasi tutte le culture.

Così non sorprende che gli ebrei, nell’equivalente della nostra festa di Capodanno nota con il nome di Rosh Ha Shanah e che si festeggia tra settembre ed ottobre, preparino numerose ricette per simboleggiare la speranza di un futuro dolce e felice. Tra queste quelle più note sono le mele intinte nel miele, le melagrane ma anche la testa di pesce.

Esistono anche pietanze vegetariane e tra queste spicca un piatto semplice da preparare e semplicemente delizioso, forse perché è uno dei miei preferiti: la pasta con i ceci. Preparata dagli ebrei in Siria, non è la solita pasta a cui siamo abituati: infatti, come ricorda bene il nome originale keskasoon, assomiglia più al cous-cous e si avvicina molto ai nostri acini di pepe e alla fregola sarda.

La forma rotonda della pasta abbinata ai ceci simboleggia il ciclo della vita, fertilità e prosperità, un po’ come le nostre lenticchie a Capodanno rappresentano il denaro. Oltre ad essere un pasto completo, è forse uno dei piatti più antichi della cucina mediorientale. Ricorda un po’ un classico della tradizione pugliese, mutuato proprio dalla dominazione araba, i ciceri e tria, ossia un mix di pasta lunga, fritta e lessa, condita con i ceci appunto.

La particolarità del keskasoon però sta proprio nella forma e nella cottura: la pasta infatti viene soffritta in olio e poi cucinata insieme ai legumi quasi come fosse un risotto. Il primo passaggio rende l’esterno della pasta croccante e sollecita molto il palato: un’immensa gioia quando la sentirete scrocchiare sotto i denti. Il secondo passaggio la rende morbida e la arricchisce di gusto La cremosità dei ceci unita all’aggiunta del burro alla fine della preparazione rendono questo piatto eccezionale. Una spolverata di pepe nero con le sue note aromatiche aiuterà ad esaltare il profumo della doratura della pasta.

La ricetta è stata leggermente adattata dal libro Hazana – La cucina ebraica vegetariana di Paola Gavin.

Ingredienti per 4 amici:

  • Olio extravergine d’oliva
  • 1 cipolla piccola
  • 1 spicchio d’aglio
  • 300 g di acini di pepe
  • 250 g di ceci
  • 1 pentolino di acqua
  • Sale
  • Burro
  • Pepe

Procedimento:

In una padella antiaderente riscaldate 2-3 cucchiai di olio, fate soffriggere la cipolla e l’aglio. Unite gli acini di pepe e fateli abbrustolire per 5-10 minuti, continuando a mescolare.

Aggiungete poi i ceci, cucinati in precedenza o dalla scatola dopo averli scolati e lavati.  Salate e coprite con l’acqua in bollitura dal pentolino e mescolate di tanto in tanto facendo attenzione a non far attaccare la pasta o a creare dei grumi. Se l’acqua evapora troppo velocemente, aggiungetene ancora un po’. La cottura dovrebbe essere ultimata dopo circa 20 minuti ma come sempre il consiglio è di assaggiare.

Ultima la cottura, aggiungete 20-30 g di burro e mescolate. Impiattate e servite con una buona spolverata di pepe, per chi gradisce.


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