Incontri

Brownies al cioccolato e rosmarino: alchimia tra i due Mondi.

La scrittrice belga Amélie Nothomb nel suo libro “Metafisica dei tubi” racconta di essere nata a due anni e mezzo dopo un miracolo: il primo incontro con il cioccolato bianco per mezzo della nonna l’ha destata dal torpore neonatale. A me questa rinascita accade tutte le volte che addento il cioccolato, soprattutto quello fondente. Un turbinio di estasi che invade ogni angolo del corpo riuscendo a riappacificare tutto quanto. Mi piace immaginare che sia la stessa emozione che provavano gli aztechi quando bevevano quel miscuglio amaro di cacao, pepe e peperoncino dal nome più che esplicito di “bevanda degli dei”, in lingua originale xocoatl, da cui presumibilmente deriva il nome che conosciamo oggi.

Dall’America il cioccolato arriva in Europa grazie a Cristoforo Colombo solo 500 anni fa. Considerato troppo grasso, troppo amaro, addirittura definito “disgustoso” da Papa Pio V, il cioccolato sembra un ingrediente destinato ad essere dimenticato e invece, dopo una serie di peripezie, finalmente nell’Ottocento nasce la prima tavoletta. La storia ha evidentemente dato ragione agli aztechi poiché il cioccolato è oramai un elemento immancabile nelle preparazioni dolci di molte cucine.

E proprio in questo viaggio tra il Vecchio e il Nuovo Mondo, il cioccolato ritorna da dove era arrivato: in America, precisamente negli Stati Uniti, per dar vita ad uno dei dolci che più ne esaltano il gusto: i brownies, dolcetti dalla forma quadrata e dal colore scuro – marrone, in inglese brown, appunto.

Se la storia del cioccolato è ben nota, quella che riguarda i brownies è avvolta ancora nella leggenda. Non si sa se sia stato uno chef a sbagliare ricetta, aggiungendo il cioccolato ad un impasto di biscotti oppure una casalinga sbadata che ha dimenticato di aggiungere il lievito. Quello che è certo è che la ricetta per i brownies compare per la prima volta nel 1896 grazie a Fanny Farmer, che la inserisce nel suo libro “The Boston Cooking-School Cookbook”, ma tale preparazione non prevedeva il cioccolato. Bisognerà aspettare la versione aggiornata dello stesso libro del 1906 e poi l’intuizione di un’altra cuoca, Ms. Willet, che nel 1907 ci regala la versione più ricca e più vicina a quella odierna.

Sebbene quindi siano solo nati da circa un secolo, i brownies rappresentano un grande classico della tradizione americana. Esistono diverse preparazioni, tutte straordinariamente buone.

La ricetta che vi propongo qui aggiunge all’impasto originale un ingrediente aromatico: il rosmarino. Ho tentato di unire quindi da un lato il cioccolato, di origini americane, solitamente associato ai climi freddi e alle preparazioni dolci, e dall’altro il rosmarino, tipicamente mediterraneo, associato ai climi caldi e alle preparazioni salate.

È un’alchimia tra i due mondi ma anche un tentativo di capovolgerli e guardarli da un punto di vista inusuale.

Il risultato fa meditare: la rotondità del cioccolato fondente si approfondisce e prende ancora più consistenza mentre contemporaneamente emerge la freschezza del rosmarino, con note erbacee e agrumate che possono ricordare il limone, diventando pungenti quando si spingono verso il pepe. L’aggiunta delle noci innalza la quota delle calorie ma modifica la texture del dolce, rendendo ogni quadrato ancora più goloso.

Ingredienti per tanti amici o per una teglia di dimensioni 22×15 cm:

  • 60 gr di burro
  • 130 gr di cioccolato fondente
  • 120 gr di zucchero di canna
  • 2 uova
  • 80 gr di farina
  • mezzo cucchiaino di lievito in polvere per dolci
  • 60 gr di noci
  • 4-5 rametti di rosmarino fresco (a seconda del vostro gusto)

Procedimento:

Fondete il cioccolato e il burro e in un pentolino a bagnomaria. Nel frattempo sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere una crema omogenea. A questo punto aggiungete il cioccolato e il burro sciolti in precedenza. Addizionate pian piano anche la farina e il lievito. Lavate il rosmarino e aggiungete le foglioline intere o spezzettate; aggiungete infine le noci tritate.

Preparate una teglia di dimensioni 22×15 cm, rivestitela di carta forno e versate il composto. Infornate per circa 25-30 minuti a 170°C, facendo la prova dello stecchino e regolandovi in base alle caratteristiche del vostro forno. Ricordate che l’interno dovrà rimanere più compatto ed umido.

Terminata la cottura, fate raffreddare il dolce e poi tagliatelo in quadrati.


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